PA digitale e accessibilità: il coraggio delle Amministrazioni

PA digitale e accessibilità: il coraggio delle Amministrazioni

pubblicato su un allegato de ilSole24ore

Il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale e la Legge 4 del 2004 indicano la strada da seguire per fornire ai cittadini servizi di qualità. Uno degli scopi primari del Codice è fornire accesso a servizi ed informazioni. Una delle strade è la verifica coi cittadini. Se informazioni e servizi sono un diritto per tutti ed un dovere per la Pubblica Amministrazione, bisogna ricordare che non tutti sono uguali.

Il quadro normativo

Il terzo articolo della Costituzione della Repubblica Italiana parla di uguaglianza, ed in particolare dice che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli”. Se un’Amministrazione rappresenta lo Stato, indipendentemente da una legge ad hoc, non può ignorare la questione dell’accessibilità:
non può esistere accesso di tutti i cittadini all’informazione senza accessibilità.
L’unica definizione di accessibilità si trova nella Legge 4 del 2004, che la indica come: “la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari” (art. 2, l. 4/2004)”. Ed è importante ricordare che il Regolamento di Attuazione della Legge 4/04, all’articolo 9, punto 3 dice che: ”Le regioni, le province autonome e gli enti locali organizzano autonomamente e secondo i propri ordinamenti la vigilanza sull’attuazione del presente regolamento”.
Nel Codice si parla di accessibilità nell’Articolo 53 (Caratteristiche dei siti): “Le pubbliche amministrazioni centrali realizzano siti istituzionali su reti telematiche che rispettano i principi di accessibilità, nonché di elevata usabilità e reperibilità, anche da parte delle persone disabili […].”
Chiarisce il giurista Lorenzo Spallino che “Legge Stanca e Codice dell’Amministrazione digitale sono cose tra loro diverse. […] Non soltanto i soggetti coincidono solo parzialmente, ma, soprattutto, mentre la legge Stanca obbliga all’accessibilità scegliendo la strada delle sanzioni (nullità del contratto, sanzioni dirigenziali), il Codice dichiara il principio ma non indica le vie per attuarlo. Le due cose non si integrano, non fosse altro che per il fatto che le sanzioni della legge Stanca, proprio perché sanzioni, non sono esportabili […]”

Come rispettare i principi di Legge e Codice

Indipendentemente dalle diversità, sia la Legge 4/04 che il Codice, spingono a fornire contenuti fruibili, usabili ed accessibili a tutti i cittadini. In entrambi i casi invitano alla verifica, perché è l’unico modo per misurare la qualità. Infatti l’usabilità è “[…] efficacia, efficienza e soddisfazione con le quali determinati utenti possono raggiungere specifici obiettivi in particolari ambienti.” [ISO DIS 9241-11] ed è quindi legata alla verifica sul campo e su soggetti specifici. Lo stesso vale per la fruibilità e per il massimo grado di accessibilità.
Nel caso di un’Amministrazione i destinatari di contenuti e servizi sono i suoi cittadini, alcuni dei quali probabilmente disabili. I disabili però non sono una “categoria” a parte, perché anche la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità inquadra la disabilità come una condizione temporale e legata alle specifiche attività da svolgere.
A chiunque infatti, può essere capitato di trovarsi in un ambiente rumoroso e non sentire bene l’interlocutore al telefono, od in un ambiente luminoso e non vedere bene ciò che appariva sul monitor, tutte situazioni di handicap appunto.
Il digitale è una grande opportunità per abbattere quelle barriere che nel mondo reale è difficile abbattere: costruire un buon edificio significa costruirlo secondo delle regole, costruire un buon contenuto digitale è la stessa cosa.
Se tutti vogliamo vivere e lavorare in quell’edificio per più tempo possibile, dobbiamo stare attenti a come lo costruiamo.

La legge 4/04 ha il grande vantaggio di aver dato un certo impulso ai tecnici più attenti, che oggi sono in grado di realizzare e fornire prodotti di qualità ed accessibili. L’accessibilità è qualcosa in più e che costa qualcosa in più, perché richiede maggior attenzione e in generale l’obbligo di fornire più alternative. Questo succede anche nel mondo reale quando ad una scala si costruisce una rampa di accesso per le carrozzine. La differenza tra mondo reale e digitale è che nel mondo digitale, fornire alternative, costa meno. Fortunatamente il Codice viene incontro anche alle esigenze di risparmio delle Pubbliche Amministrazioni indicando le vie del riuso e del codice aperto.
Anche se non si dovessero utilizzare software Opensource o di altre amministrazioni, e ci si volesse rivolgere al mercato, l’accessibilità non sarebbe comunque un costo in più, perché i costi ricadono comunque sui privati.
Infatti chi offre prodotti accessibili, grazie alla Legge 4/04 ha un vantaggio competitivo, perché “i requisiti di accessibilità stabiliti con il decreto di cui all’articolo 11 costituiscono motivo di preferenza a parità di ogni altra condizione nella valutazione dell’offerta tecnica” (Art. 4 punto 1) e inoltre le Pubbliche Amministrazioni e gli altri soggetti della 4/04 “non possono stipulare, a pena di nullità, contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilita.” (Art. 4 punto 2)

Come fornire l’accessibilità richiesta

Innanzitutto è necessario che chi acquista un prodotto basato su tecnologie Web, sappia che cosa deve chiedere nel contratto: come minimo un prodotto accessibile a norma di legge.
Per far ciò occorre quindi, che la dirigenza conosca cosa sia l’accessibilità, e più in generale sappia che Internet è diverso dagli altri media, gli assomiglia, li integra ma è diverso, perché sul Web niente appare agli altri, esattamente come appare a noi.

Le diversità tra ognuno di noi, sul Web vengono accentuate in mille modi, sia per le diverse tecnologie che usiamo, sia per le diverse competenze e capacità, sia, infine, anche per le differenze fisiche che costringono alcuni di noi ad usare Internet ed i suoi servizi in modi spesso impensati ed imprevisti.

Un buon prodotto digitale, un buon servizio, un buon sito, è qualcosa che ovviamente deve essere utile, e quindi è consigliabile chiedere ai propri cittadini quali servizi realmente occorrano loro. Una volta realizzato il prodotto, è necessario “…controllarne periodicamente la qualità e la soddisfazione dell’utenza”, perché anche questo dice il Codice (art.7) E’ evidente che si parli dell’utenza tutta, ma in particolare di tutti i cittadini che usano quello specifico sito o servizio.

Come essere MOLTO accessibili, risparmiando

Fino a poco tempo fa molti siti pubblici esponevano i bollini di conformità del codice HTML od al livello di conformità dell’accessibilità delle WCAG della WAI-W3C. Questa spesso era una scelta per dimostrare la propria sensibilità alla questione.
Oggi non serve più, perchè c’è una legge che obbliga all’accessibilità: non è più una scelta. Chi desidera fornire servizi e contenuti ora ha 22 requisiti tecnici ormai definitivi, da rispettare, così come un metodo per verificarli.
Ormai c’è solo una discriminante tra chi rispetta la Legge e chi va invece incontro ai propri cittadini, dimostrandosi una buona amministrazione che applica anche il Codice: la verifica soggettiva.
Può succedere che manchino le risorse economiche per rendersi conformi ai requisiti tecnici della 4/04, può anche capitare che non si abbia la necessità di aggiornare i propri contratti di fornitura. In questi casi, per rispettare il Codice il modo economicamente più vantaggioso e tecnicamente realizzabile di fornire accessibilità, è quello di chiedere alle persone a cui serve l’accesso, di quanto e quale accesso hanno bisogno. Se si affianca ai propri servizi e contenuti la possibilità di indicare ciò a cui non si ha accesso e il perché, si potranno correggere almeno gli errori principali ed allo stesso tempo soddisfare i propri cittadini, dimostrandosi una buona amministrazione.
L’esporsi al giudizio dei propri cittadini e farlo in modo trasparente però, richiede un coraggio che non tutti hanno.

Materiale integrativo dell’articolo

Tabella di comparazione Legge Stanca / Codice dell’Amministrazione Digitale*

Legge 4/2004

Codice PA Digitale

Ruolo

La legge Stanca nasce per favorire l’accesso delle persone con disabilità gli strumenti informatici, nel tentativo
di evitare che la diffusione delle nuove tecnologie e l’incremento del loro utilizzo possa trasformarsi in motivo
di emarginazione
Il Codice Digitale nasce per accorpare e riordinare la normativa
in materia di attività digitale delle pubbliche amministrazioni
affrontando, in modo organico e completo, il tema dell’utilizzo
delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle
Pubbliche amministrazioni, nonché la disciplina dei principi
giuridici fondamentali relativi al documento informatico ed alla
firma digitale.

Destinatari

Amministrazioni pubbliche, siti ad interesse pubblico
(Trenitalia, Enel, ecc.), aziende fornitrici di soluzioni
software e web per pubblica amministrazione.
Stato, Regioni, Autonomie Locali, pubbliche amministrazioni,
privati (documenti informatici, firme elettroniche, pagamenti
informatici, libri e scritture, gestione, conservazione e
trasmissione dei documenti informatici), gestori di servizi
pubblici (accesso ai documenti informatici e la fruibilità delle
informazioni digitali).

Accessibilità dei siti internet

Riferimenti

Art. 3 (soggetti erogatori), art. 4 (obblighi per l’accessibilità),
art. 6 (verifica dell’accessibilità su richiesta), art. 7 (compiti
amministrativi), art. 8 (Formazione), art. 9 (responsabilità), art.
10 (Regolamento di attuazione), art. 11 (Requisiti tecnici), art.
12 (Normative internazionali).
Art. 53 (Caratteristiche dei siti).

Ambito soggettivo (fattispecie regolamentate)

Rif. art 3: pubbliche amministrazioni di cui al comma 2
dell’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, enti pubblici economici, aziende private
concessionarie di servizi pubblici, aziende municipalizzate regionali,
enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, aziende di trasporto
e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale
pubblico, aziende appaltatrici di servizi informatici.
Rif. art. 53: pubbliche amministrazioni centrali; per quanto
riguarda regioni e enti locali gli obblighi saranno operativi soltanto
successivamente alla firma di appositi protocolli (intese) con lo Stato.

Ambito oggettivo (l’oggetto di applicazione della legge)

Oggetto principale della legge Stanca sono i contratti finalizzati
alla realizzazione di siti internet. Non esiste quindi un ambito
oggettivo, nel senso di siti, indicato dalla legge, ma fattispecie alle
quali si applicano gli obblighi e le sanzioni descritti nell’art. 4.
L’art. 53 del Codice fa riferimento solo ai siti “istituzionali”, sia per
lo Stato che per gli enti locali (sempre a seguito delle famose intese).
L’espressione va ragionevolmente intesa come ricomprendente ogni
aspetto del compito e delle finalità cui l’ente [il Ministero] è deputato.
E perciò non solo dei siti che rappresentino organigramma, scopo e
funzioni ma di tutti quelli attraverso i quali il Ministero persegue le
finalità per le quali è stato istituito.

Obblighi

Obbligo di ritenere il rispetto dei requisiti tecnici in
materia di accessibilità di cui all’art. 11 motivo di preferenza a
parità di ogni altra condizione in sede di valutazione delle offerte
per l’acquisto di beni e per la fornitura di servizi informatici;
Divieto di procedere alla sottoscrizione di contratti per
la realizzazione di siti internet “quando non è previsto che
essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto di cui
all’articolo 11”;
In caso di rinnovo, modifica o novazione dei contratti
esistenti, obbligo di loro adeguamento al rispetto dei requisiti di
accessibilità;
Subordinazione della concessione di contributi pubblici a
soggetti privati per l’acquisto di beni e servizi informatici
destinati all’utilizzo da parte di lavoratori disabili o del pubblico,
alla rispondenza di tali beni e servizi ai requisiti di accessibilità
stabiliti dal decreto di cui all’articolo 11.
Rispetto dei principi di usabilità, reperibilità, accessibilità anche da
parte delle persone disabili, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità. accessibilità.Le definizioni verranno date in sede di disposizioni attuative: è ragionevole
presumere che, almeno per quanto riguarda l’accessibilità, si opterà per un rinvio alle disposizioni della legge Stanca in materia (art. 2).

*estratto dalla tabella orginiale, pubblicata su http://www.bazzmann.com/media/quickcards/accessibile-quickcard-comparazione-legge-codice.pdf a cura di L.Spallino e M.Trevisan

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