Linea più dura per i siti non accessibili

Linea più dura per i siti non accessibili

Ad Handimatica, la mostra convegno biennale su Tecnologie informatiche e telematiche per l’integrazione delle persone con disabilità, il sottosegretario Sottosegretario del Ministero delle Riforme e Innovazione Beatrice Magnolfi promette una politica più severa. Non esiste una politica “tecnologica” per tutti, senza parlare di accessibilità.

In occasione di Handimatica la scorso primo dicembre si è svolto un convegno dal titolo “Accessibilità degli strumenti informatici: un percorso in evoluzione “. Il dibattito coordinato da Pierluigi Ridolfi componente del CNIPA, ha visto la partecipazione anche del sottosegretario del ministro Nicolais, la sentatrice Beatrice Magnolfi che ha concluso il convegno promettendo una linea più severa e decisa per promuovere l’accessibilità, perchè fondamentale per l’inclusione e la partecipazione.

Ad introdurre il convegno è stato Ennio Paiella di Asphi, la fondazione che da anni organizza Handimatica ed è tra gli enti valutatori dell’accessibilità  accreditati presso il CNIPA. A seguire Sara Turra della Regione Emilia-Romagna ha illustrato quali siano state fino ad oggi tutte le iniziative della Regione per favorire ed incoraggiare l’accessibilità sul territorio e dare risposta a quanto la Legge 4/04 chiede agli enti locali. Patrizia Bertini ricercatrice di FBL è intervenuta illustrando a livello europe cosa stia succedendo (vedi intervista su EIAO e WabCluster su questo sito) e ha ricordato come il nuovo piano d’azione europeo i2010 preveda il traguardo della messa a norma dell’accessibilità di tutti i siti pubblici.
Antonio De Vanna della segreteria ICT e disabili del CNIPA ha illustrato quale sia l’attuale situazione italiana e quanto sia già stato fatto per i siti delle PA centrali. Nel contempo ha lamentato la lentezza dell’intero processo di adeguamento sul territorio e il fatto che a livello locale manchi una stratega efficace, omogenea e diffusa (per una fotografia dell’attuale situazione a livello locale, vedi l’intervento “Accessibilità qualcosa è cambiato”). Solo 5-6 regioni hanno organizzato la vigilanza: tutte in modo diverso. Manca un mandato forte e una vera risposta alle tre questioni che sono alla base del successo della legge: assistenza, formazione e vigilanza. Nonostante ciò l’intera Europa guarda ancora alla nostra legge, tanto da individuarla come possibile modello per la normativa europea in materia (vedi articolo su pubbliaccesso), date le numerose qualità che ha: rispondenza e riferimento a standard internazionali elevati, norme dinamiche, ampio consenso, obbligo per le PA e preferenza sull’acquisto di beni, ecc.
Tutti questi interventi hanno evidenziato come ci siano volontà e possibilità di cambiare le cose, ma anche che gli strumenti che mette a disposizione la legge e la buona volontà di tutti non bastino ancora.
La risposta della Sen. Magnolfi a conclusione del convegno è stata che l’accessibilità sarà uno dei fondamenti della nuova politica del ministro dell’innovazione perchè è uno degli strumenti per raggiungere quanto tutta Europa vuole: il superamento del digital divide e la partecipazione di tutti i cittadini alla democrazia, in paricolare quella elattronica.
Visto che fino ad oggi si è cercato solo di sensibilizzare e premiare i migliori, da oggi, stando alle parole del sottosegretario, chi non fa nulla per l’accessibilità non potrà più evitare di farlo. “Non più solo persuadere ma anche prescrivere”.

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