Accessibilità oggi

Accessibilità oggi

L’accessibilità e soprattutto l’usabilità dipendono anche dalla qualità dei contenuti che danno senso al web (stile di scrittura, chiarezza, ordine e coerenza dei documenti, ecc.). Quale è a tuo avviso lo stato dell’arte dei siti istituzionali, se ci si limita all’analisi di questo singolo aspetto?

Non è possibile dare un giudizio senza uno studio approfondito sui siti e poichè i siti delle PA centrali sono oltre 1400 tale studio sarebbe piuttosto complesso. Limitandoci ai siti delle maggiori istituzioni (presidenza del consiglio, parlamento e ministeri) la qualità dei contenuti è buona. I siti stessi sono stati in molti casi rinnovati e forse grazie alla legge sull’accessibilità, l’usabilità nelle sue declinazioni quali chiarezza, semplicità, leggibilità, coerenza, è decisamente migliorata.
I testi spesso sono piuttosto chiari, segno che chi scrive su questi siti ha probabilmente la professionalità e le competenze per farlo. Questo dipende certamente dal fatto che per i siti più grandi esistono delle redazioni vere e proprie composte anche da giornalisti: questo sicuramente è un bene per la qualità dei contenuti.
A mio avviso però i siti che ho analizzato, soffrono quasi tutti di un problema: le loro home page somigliano troppo a testate giornalistiche. Spesso i siti hanno una prima pagina a 3 colonne (in gergo la si usa chiamare “a portale”), due colonne laterali con i menù ed una centrale più grande, al centro, che occupa metà della pagina ed è quasi sempre e fatta di notizie e comunicati stampa. A volte hanno addirittura dei banner di siti o iniziative: pubblicità, proprio come sui giornali.
Reputo ciò un difetto per molti aspetti. Di efficacia: sono pagine fitte di contenuti che non aiutano a trovare rapidamente la propria destinazione. Di modernità: pagine con questa impostazione sono piuttosto datate. Ma credo che il problema maggiore sia di opportunità. Se da una parte è giusto che i siti delle PA siano una fonte ufficiale e che quindi aggiornino in modo completo sulle novità, dall’altra non sono giornali, e quindi dovrebbero avere un’organizzazione diversa.
Devono fornire servizi e devono dare informazioni non sotto forma di notizie ma di contenuti.
Comunque è un difetto relativamente importante: di norma le persone non arrivano sul sito dalla home page, ma dai motori di ricerca, e spesso la home page non viene neppure vista.

Quali passaggi e iniziative potrebbero migliorare a tuo avviso la situazione attuale?

Ogni ente fa storia a sé e quindi è difficile dare dei suggerimenti. Credo però che tutti abbiano gli stessi problemi. Esistono delle direttive dall’alto, dalla parte politica che vogliono che il sito abbia un certo scopo e metta in evidenza alcune cose. Subito sotto spesso si trova la redazione che ha altri scopi, e poi i vari dipartimenti, servizi, ecc. ognuno che vuole avere il proprio spazio.
Un sito spesso è frutto di una mediazione tra i vari interlocutori, e chi è il più forte di essi spesso lo si capisce dall’aspetto del sito stesso.
Questo è ovviamente il peggior difetto e il peggior modo di realizzare i siti, perchè se è vero che “chi è dentro” conosce la materia, è “chi è fuori” che usa il sito: si deve dare maggior ascolto ai bisogni dei cittadini, degli utenti.
Il modo migliore per fare un sito è sempre lo stesso: definire gli obiettivi, individuare i destinatari ed i loro bisogni. Tutto il resto ne discende in modo abbastanza naturale.

Hai delle best practices o comunque dei modelli che ritieni interessanti che vuoi segnalarci?

Per migliorare la situazione attuale posso solo suggerire cose piuttosto banali: capire le esigenze di chi usa questi siti e affidarsi a dei professionisti.
Ci si deve guardare in giro, e vedere come fanno gli altri, i migliori.
I dati sull’uso di internet e i dati sull’uso da parte dei cittadini dei siti istituzionali in Europa sono noti, basterebbe fare 2+2. Non è detto che in assoluto che i siti istituzionali più usati, nei paesi dove si usa più internet e gli utenti usano più i siti istituzionali, siano i migliori esempi, ma certamente si potrebbero trovare ottimi spunti.
Basta fere una rapida navigata sui siti inglesi ad esempio e si nota come le home page dei vari siti siano più essenziali, 3 notizie, alcuni link princiali ai percorsi più importanti, un po’ di informazioni sull’istituzione. Molto meno “rumore”, molta più efficacia.

Personalmente ritengo anche che l’approccio della Sardegna sui propri siti sia ottimo, sia dal punto di vista dell’immagine che dell’usabilità. I vari portali dei diversi assessorati hanno uno stile comune omogeneo, molto semplice e chiaro, è ben evidente che afferiscano tutti alla stessa azienda (la Regione). Un bell’esempio di “immagine coordinata” applicata al web. I ministeri in fondo non sono molto diversi, sono sempre parte di un’unico organo, la PA centrale. Lo stesso potrebbero fare i vari sotto-siti: ciascuno di essi potrebbe rispecchiare l’immagine del sito del singolo ministero da cui dipendono. Spesso si cerca di distinguersi dagli altri, mostrando un sito con un aspetto diverso, ma questo non fa che complicare la navigazione, e non da ultimo, aumenta inutilmente i costi. La giustificazione che ogni sito ha le sue esigenze particolari e quindi deve essere diverso, a mio avviso non regge, lo dimostra il fatto che quasi tutti i siti al di là di una grafica un po’ diversa, hanno fondamentalmente la stessa struttura.

Intervista a Roberto Zarro per la rivista E-GOV – Numero 3 2008 – Maggioli

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