Convegno e barcamp su Accessibilità e CMS opensource: com’è andata
martedì, gennaio 26th, 2010 | Accessibilità
Sono di parte, perchè ho curato l’organizzazione, e quindi un’analisi fredda ed oggettiva non posso dire di poterla veramente fare, ma leggendo un po’ di commenti sparsi per la rete, un’idea me la sono fatta.
Il convegno
Il convegno doveva illustrare i risultati del progetto RACER e far capire come ci eravamo mossi a 360° per realizzare il kit dell’accessibilità.
La parte sicuramente più interessante per i presenti era il lavoro sull’opensource, il tool per la validazione ed il monitoraggio poteva interessare solo quella nicchia che l’accessibilità la pratica tutti i giorni. Era un convegno, nasceva poco intrattivo, le aspettative erano basse.
Com’è andata
Sicuramente positiva l’affluenza. Un sacco di persone, puntuali alle 9.30 tutte sedute e frementi. I tempi sono stati rispettati e tutti sono riusciti più o meno a dire quel che dovevano. L’unico che forse non è riuscito a raccontare tutto, è stato Nicola Grassano sul panorama del FLOSS in Emilia-Romagna. Ha almeno potuto far sapere lo stato dell’arte e che EROSS esiste.
Oggettivamente non è andato lo streaming, ed è stato un peccato visti gli sforzi per riuscire ad avere almeno un collegamento di rete, che fino al giorno prima non avrebbe dovuto esserci.
Non è forse neanche passato il messaggio del perchè si era fatto l’incontro, e questo è un peccato.
Le nuove opportunità
L’obiettivo che mi sarebbe piaciuto raggiungere con questo incontro, e che si sarebbe dovuto sviluppare nel pomeriggio, era sulle nuove opportunità che si aprono a chi lavora sull’opensource.
E’ un messaggio che più volte ho cercato di far passare: l’opensource per noi, Italia, è il business ideale per chi lavora sul software. Perchè l’Italia è fatta di micro aziende che se riescono a mettersi in rete in modo efficace, possono raggiungere grandi risultati. Da noi una nuova Microsoft non può nascere, ma una grande rete di realtà brillanti, innovative e competenti, si.
Mostrare a chi lavora sull’open, che la Regione queste cose le favorisce, le incoraggia, le monitora, doveva servire a far capire che lo spazio può esserci. La Regione ha sposato il progetto Plonegov, ma è solo un esempio, non significa che tutti debbano usare Plone. Per questo motivo abbiamo fatto vedere che avevamo valutato anche altri prodotti, validi e diffusi. Se solo le comunità uscissero dalla rete e le aziende riuscissero a fare rete tra loro e con le PA che usano i prodotti open, si potrebbe costruire un sistema di enne reti.
Questo il messaggio che sottintendeva tutto l’evento, queste le nuove opportunità: ragazzi c’è spazio, noi vi sosteniamo e ci crediamo.
Il barcamp
Il bacamp dovrebbe essere una non conferenza. Abbiamo diviso gli interventi in due sale:
- una per Plonegov, a cui la Regione ha appena aderito
- l’altra per accessibilità e cms diversi da Plone
Importante è stata l’apertura di ASPHI che con la sempre efficace demo di Marina Vriz ha fatto vedere come naviga un cieco. Tutte le volte scopriamo che c’è un sacco di gente che non ne ha un’idea e ne resta stupita. Poi si sono susseguiti una serie di interventi sull’accessibilità, corsi, eventi e progetti, più 7-8 speech specifici sui CMS accessibili. CMS non tutti stranieri, CMS non tutti open (es. sharepoint, che non è solo un cms)
Com’è andata
Rete e streaming, male, peggio del mattino. Se non altro il pranzo offerto mi han detto che non era male, e qui dobbiamo dire che l’organizzazione dell’albergo ha funzionato.
Plonegov
Per quanto mi hanno riferito nella parte di Plonegov, le cose sono andate decisamente bene. E’ stato un vero barcamp, con domande, confronti anche duri ma costruttivi, molta interattività e informalità. La gente davvero si è arricchita, ha conosciuto i progetti degli altri e ci sono stati molti scambi e ipotesi per sviluppi futuri. La sala non era grande, il tema molto focalizzato e verticale. Ha funzionato.
CMS e accessibilità
Io mi sono trovato a gestire la parte più ampia e generalista, con interventi un po’ su tutto, che rischiavano quindi di diventare superficiali. Cosa che è avvenuta, in parte. Ho provato a far capire che lo spazio era aperto, che la Regione offriva solo il palco (facendomi sempre da parte) e che chiunque avrebbe potuto dire la sua. Ma molti relatori e buona parte del pubblico, devo ammettere, non avevano esperienza di barcamp (io per primo): la cosa non ha funzionato. Mi sono trovato a presentare le relazioni e i relatori, mentre avrei solo voluto far rispettare i tempi e dare la parola a qualcuno del pubblico per le domande. Ammetto che la mia inesperienza e poca abilità nel condurre una platea forse, non ha fatto passare molto bene il concetto di non-conferenza.
La sala era troppo ampia, i temi troppo vari, le persone un po’ impreparate al modello “barcamp” hanno fatto si che pian piano l’attenzione calasse e la sala si svuotasse.
Non è stato un successo come evento in sè, ma penso che tutti abbiano apprezzato il fatto che finalmente una Pubblica Amministrazione (PA) desse spazio e sposasse l’opensource.
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