Saviano, Falcone e l’accessibilità

Saviano, Falcone e l’accessibilità

E’ da quasi un anno che non scrivo, ma oggi mi è capitato di fare un intervento ad un corso che sto frequentando e come accade certe volte quando si parla: si manca il vero bersaglio.

Avrei voluto dare a chi mi ascoltava una forte e vera motivazione, del perchè sia giusto e necessaria l’accessibilità: non ce l’ho fatta, il cuore del discorso, ben presente nella mia testa, è sfuggito. E’ sempre stato lì davanti ai miei occhi ma non è venuto fuori.

Giustizia

Questo è il concetto, la parola che ormai mi guida da anni, ancora a parlare, lavorare e fare, per far capire alle persone il perchè dell’accessibilità. Giustizia è qualcosa che chiunque di noi ha dentro, e che tutti condividiamo.

Ieri sera mi è capitato di ascoltare il discorso di Saviano su Falcone. Saviano ha descritto Falcone, con le parole di altri che lo raccontavano e con quanto diceva lui di sè stesso. Falcone era un giudice che veniva descritto semplicemente come  un funzionario pubblico, molto capace, che cercava di rispettare e far rispettare le regole, ovvero le leggi.

Le persone a cui mi rivolgevo erano, come lui funzionari della stessa pubblica amministrazione che come Falcone hanno lo stesso compito: seguire le regole che lo Stato si è dato. Le regole sono le leggi, e la legge su cui si fonda lo Stato è la Costituzione, quello è il primo codice da cui deriva tutto il resto.

Come tutte le regole, non si possono seguire se non le si sente giuste, da cui giustizia, ma soprattutto ancora: giusto, ovvero ciò che nel proprio cuore si segue perchè si crede in esso.

Difficile che tra noi oggi, ci fosse un eroe, ma dentro ciascuno c’è quella stessa fiamma e certi discorsi a volte la fanno bruciare più forte.

Chi è un eroe se non quello che non si piega ad un qualche potere solo perchè è più forte, ma va invece avanti perseguendo ciò che ritiene giusto, a scapito di sè stesso? L’eroe lo fa per un ideale, lo fa per gli altri. E’ un eroe chi da la propria vita per gli altri, o un martire, o un santo. E’ un eroe chi si oppone a qualcosa di ingiusto. E quindi, ancora

Giustizia

Avrei voluto risvegliare in loro l’eroe sopito,  ispirare chi mi stava di fronte. So che l’accessibilità è una cosa piccola, non è una dimensione paragonabile a Falcone, ma vale il principio che la sottende e quello è lo stesso.

Tutto nasce dal perchè dell’accessibilità, ovvero l’Articolo 3 della Costituzione, che da a tutti pari diritti e doveri, indipendentemente dalle  differenze, affinchè possano partecipare a ciò che la Costituzione vuole costruire. La Costituzione cerca di costruiruire un Paese giusto in cui vivere.

La legge sull’accessibilità nasce da questa giustizia, dal fatto che si vuole ribadire il diritto alla partecipazione, permettendo alle persone di essere informate. Non è una legge per i disabili, è una legge per tutti, garantisce  il diritto all’informazione,

Articolo 1: “La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione...”

E’ il principio che viene spesso dimenticato, quando si parla della Legge 4 del 2004, diritto all’informazione. Uno dei diritti di cui oggi sentiamo il bisogno. Diritto alla partecipazione, da cui ci sentiamo esclusi. Diritto ad essere uguali, senza qualcuno più uguale di noi.

E’ questo il principio che si difende quando si lavora per l’accessibilità, non lo fai per un dovere, o per il rispetto di una norma che non capisci, ma per il tuo privilegio  di essere cittadino di questo Paese che ha principi giusti in cui credere. Difendi l’accessibilità  per il  dovere che hai come rappresentante dello Stato di difendere  la sua Costituzione: difendi il tuo privilegio di appartenere ad un Paese in cui ancora vuoi che ci sia

Giustizia

Se cedi, lasci correre, se non difendi il principio di uguaglianza, se non fai il tuo dovere: non difendi te stesso, non onori chi l’ha costruito e perdi il diritto di avere diritti. Ciò che serve è solo la volontà.

Ma se avessi detto queste cose, mi avrebbero preso per un mitomane, ecco perchè le butto in rete dove nessuno le leggerà 😉

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