cercocasa.bo.it – cerco casa a Bologna – non accessibile

case-in-vendita-cercocasaboitE’ sempre la solita storia. Il comune di Bologna mette online un altro sito e ancora una volta non è a norma.

Questa volta si tratta di http://cercocasa.bo.it/

In un periodo in cui il Governo chiede già da un anno, di ridurre il numero di siti pubblici,tra gli altri motivi,  anche per risparmiare, un altro sito va online.

Il fornitore anche questa volta è esterno D-Sign ma del rispetto delle regole neanche l’ombra: secondo la legge il contratto richiederebbe un sito accessibile, ed uno non a norma va online.

Se sull’accessibilità molto è opinabile esistono 2 requisiti oggettivi (codice e colore) e nessuno dei due è valido.

Che cosa non va

Di solito di dice “delle due l’una” ovvero:

  1. il sito non è stato richiesto a norma, e quindi il dirigente dell’ufficio giovani, o chi per lui, ad esempio il responsabile dei sistemi informativi,  è responsabile della cosa e deve giustificarne il perchè.
  2. Oppure è stato chiesto a norma, il fornitore non lo sa realizzare nel modo consentito dalla legge e nessuno lo ha verificato.

La gran parte della responsabilità sta nel Comune: è ovvio che se una legge ti chiede dei costi in più e nessuno paga se non la rispetti, si può anche ignorare. Il problema è che una pubblica amministrazione deve rispettare a legge. E poi mettiamoci anche quel minimo di etica che l’accessibilità sottende: fare un sito accessibile è fare un sito per tutti.

Perchè non va

Se per i T-Days si poteva anche capire che forse la fretta aveva impedito una verifica precisa dell’accessibilità, in questo caso non ci sono scuse, nessuna. Fare un sito del genere significa che a Bologna vogliamo che trovino casa solo quelli che ci vedono bene.
Ci sta che l’ufficio giovani abbia un rapporto consolidato con un fornitore, col quale si trova bene, e chieda prima a lui di fare il lavoro, ma gli aspetti che non vanno sono i più diversi:

  • il progetto: di dubbia validità
  • la realizzazione: non a norma su requisiti oggettivi, il che implica nessuna verifica
  • il fornitore e la sua scelta: non esiste su Bologna una società che allo stesso prezzo sappia realizzare un prodotto a norma?
  • le risposte: assenti fino al coinvolgimento di Iperbole e su Twitter
  • varie ed eventuali

Sicuramente tutto il processo di produzione del web comunale va rivisto: continuano a scappar fuori siti non accessibili.
Merita però un approfondimento  il progetto, che non è giusto criticare a priori. Se lo si critica, lo si deve fare con spirito costruttivo, perchè non è giusto sputare sul lavoro ed il sudore degli altri, che magari ci hanno anche messo un po’ di cuore. Anche perchè questo affare, l’ho pagato anche un po’ io con le mie tasse, e anche qualche cittadino disabile che non lo può leggere perchè il contrasto  di colori non è sufficiente.

Anche il progetto lascia a desiderare

case-in-vendita-cercocasaboit1

Serve davvero un nuovo sito per cercare casa a Bologna? Le parole simili a  ”casa in affitto” sono tra le più costose su Google, questo perchè esistono ennemila siti  e applicazoni per trovare case o stanze in affitto.
Così a freddo la domanda sorge spontanea: “Che probabilità di successo ha questo sito?”

E a freddo direi, poche, tra un anno sarà come un fantasma che vaga nella rete… a meno che il comune e l’università non lo pompino per un anno come luogo ideale per cercare casa.

Se lo fanno però devono avere dei contenuti da offrire. Parliamone.

Oggi si trovano case in affitto a 10€.

Giuro che le affitto tutte io se quegli annunci sono veri, e le do gratis agli homeless che stan cominciando a ritagliarsi angolini riparati sotto ai portici.
Sono annunci andati su per caso? Sono stati inseriti per metterne almeno una 30-ina e non i 6 che ci sono davvero? Che controllo c’è? Che affidabilità? Che qualità?

altri portaliLasciamo perdere, davvero non andiamo oltre… o forse si, ci sono un sacco di altri siti per noi gggiovani (come direbbe @umarells)che meriterebbero attenzione.

Basta provare a guadagnare, anziché spendere!

Non risponde mai nessuno quando si parla di accessibilità. Non c’è mai il responsabile. Ma qui si spendono soldi pubblici e se lo si fa, lo si fa per dare un servizio che altrimenti nessuno darebbe. O perchè se lo da il pubblico lo da meglio, in modo neutro. O per tanti altri motivi.

Ma non era meglio investire quei pochi euro che è costato per fare altro? Anzi magari ci si poteva anche guadagnare, facendo un accordo con un sito che fa solo quello, o facendo anche una bella astae questa volta non più al ribasso come fanno le PA., ma al rialzo:

  • si sceglieva il sito immobiliare che faceva l’offerta più alta e che poteva garantire più pubblico,
  • La concessione era per un tempo limitato, per mantenere aperto il mercato.
  • Si chiedeva pure che almeno la sezione dedicata fosse accessibile e per una volta la PA faceva quel che ci si aspettava da lei, ovvero la promozione della cultura dell’inclusione.

Ma no, niente di tutto questo: un sito pagato da noi, e pure non  norma. E non è l’eccezione, è la regola del nostro Comune.

Una nota (polemica) di colore per D-Sign

Altra piccola obiezione che ho fatto è sul CMS con cui è stato realizzato il sito. Esistono un sacco di software per fare e gestire i siti Web, molti di essi sono gratuiti, e la Regione ne ha anche fatto una piccola ricognizione.  Cito la cosa per un fatto di colore, giusto perchè al tweet

@CercoCasaBo bell'idea! ma... mi è d'obbligo: sbaglio o il vostro è un sito fatto da una PA? lo avete chiesto #accessibile?

nessuno ha risposto per un po’, quindi ho aspettato e ho ricinguettato

@CercoCasaBo @Twiperbole risposta ancora attesa: come mai un nuovo sito PA è su #CMS proprietario (@dsign_agency ) e non è accessibile?

E qualcosa si è mosso, evidentemente qualcuno (@Twiperbole) che sa, che se fai un account su Twitter, poi hai l’obbligo di rispondere o non sei più credibile. @Twiprbole ha girato la cosa a qualcuno e da parte del Comune ora attendo risposta.

Non si è però fatta attendere troppo neanche la risposta del fornitore. Che se da una parte, a pelle, scagionerei perchè imputo la maggior parte delle colpe al cliente. Dall’altra però non perdono completamente, perchè ho esempi di fornitori che hanno passato la vita ad evangelizzare le PA per convincerle del loro obbligo verso l’accessibilità (es. Idea Futura).

Questa la risposta:

tw3

A questo punto un tweet non mi basta più per rispondere, anche se con un tweet ho risposto… Il concetto va esteso, perchè un po’ polemico lo sono. E se qualcuno lo reputo dalla parte del torto, mi sta un po’ su, che alzi la testa e mi zittisca. Sono umano. Polemico e umano. Perchè è umano che se passi anni a sistemare l’accessibilità dei siti tutti i giorni, poi ti irriti se la gente se ne frega dei suoi obblighi.

D-Sign mi aspettavo una risposta più costruttiva, e se vogliamo una minima ammissione di colpa. Niente umiltà, vi faccio le pulci. :-)

Ok il CMS è opensource, vi credo.

Mi piace e lo voglio, perchè il mio blog lo faccio con un Worpress vecchiotto ed è ora di cambiare. Ma dov’è il vostro oggettino? Come faccio a scaricarlo? Sul vostro sito non ne trovo alcun accenno. Ho cercato ma non ho trovato, colpa mia ovviamente. Come si chiama?

Non mi aiutate, lanciate il sasso e mi abbandonate alla mia ricerca.
Provo con Google. Lo cerco in rete con i vostri meta

<meta name="generator" content="OxCMS by D-sign.it" /> 

ox-cms_1319568413283

E trovo http://oxcms.org/ che mi ricorda tanto Worpress.
Ho un’allucinazione? Indago, no no, sotto c’è proprio scritto che è fatto con WordPress. E io che volevo tanto cambiare… ach

Ma WordPress è un bel CMS. E WordPress piace a D-Sign, che ci ha fatto pure il proprio sito. Il proprio, non quello del” Cerco casa” del Comune, o dello stesso progetto giovani, sponsor del sito in oggetto.
La cosa un po’ mi turba. OxCMS è un clone di WordPress autorizzato?
Cosa dovrei pensare?

Siamo nel mondo delle ipotesi.

D-Sign rivende un CMS opensource, “rimarcandolo”?
D-Sign ha fatto una modifica a Worpress di una certa versione, che da al Comune ma intanto D-Sign usa Worpress, stavolta aggiornato e protetto in tutte le sue vulnerabilità?
D-Sign fa un CMS opensource, non lo distribuisce a nessuno, e non lo dice in giro. Non lo mette su source forge. Non lo registra in CMS-Matrix e simili.
D-Sign ha inventato WordPress ma per troppa umiltà non se ne prende i meriti e fa finta di usarne un altro.

E’ timidezza? E’ troppa umiltà?
Non so , sono ipotesi. Forse è colpa mia. Forse D-Sign ha ragione, io non ho scoperto la verità e ho lanciato una falsa accusa. Dovevo solo prendere le parole open-source per quel che sono, il codice è aperto ed è in mano al Comune. E io avrei dovuto chiedere al Comune:

Perchè usate un CMS proprietario?

Ehi! Aspettate un secondo, ma io l’ho chiesto! D-Sign mi aveva quasi fregato! E io che credevo che almeno a metà della mia domanda avessero risposto!

Conclusione

Per ora resto in attesa di entrambe le risposte. La conversazione prosegue su Twitter

https://twitter.com/#!/jdeyla

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