dal mondo

USA obbligatoria l’accessibilità anche per i privati. In Italia mentre si pensa alla Campa-Palmieri 2 qualcosa sta migliorando

Martedì, Settembre 12th, 2006 | accessibilità | Nessun commento

A Washington (USA) i giudici federali hanno appena sancito che tutti i siti di vendita on-line devono essere accessibili, esattamente come quelli delle pubbliche amministrazioni. In Italia invece si è proposto di modificare la legge 4/2004. Quale sarà la nostra strada? Dove stiamo andando?

Negli Stati Uniti, con una sentenza opposta ad un’altra di 4 anni fa, si è stabilito che il mondo virtuale deve rispettare le stesse regole di quello reale.
Nel 1990 l’ADA (Americans with Disabilities Act, l’insieme di norme a tutela delle persone disabili) indicava 12 categorie di luoghi pubblici che dovevano permettere l’accesso, come ad esempio alberghi, ristoranti ecc. Quattro anni fa un non vedente sporse denuncia contro una compagnia aerea perchè non riusciva ad acquistare i biglietti online. Anche se il sito non era accessibile perse, perchè il giudice dichiarò che il mondo reale ed internet erano due luoghi distinti e l’ADA non si poteva applicare.
Oggi invece la Target Corporation, proprietaria di grandi magazzini, e stata obbligata a modificare il proprio sito di regalistica in modo da renderlo accessibile.

In Italia a 2 anni dalla legge 4/2004 sull’accessibilità, i deputati Campa e Palmieri insieme a Scano di IWA hanno deciso di proporre una modifica all’attuale legge per colmare alcune lacune che hanno riscontrato nel testo.
Le criticità che si intendono risolvere con questa nuova proposta sono legate alla forma ed all’applicazione a livello locale:
1)    E’ stato proposto di estendere le richieste di accessibilità non più solo ai contratti (e quindi a livello formale) ma ai siti (perciò a livello sostanziale);
2)    E’ stato suggerito di incaricare il CORECOM della vigilanza sull’applicazione della legge a livello locale, così come già era stabilito che la Presidenza avvalendosi del CNIPA vigliassa sui siti delle PA centrali.

Ha senso questa proposta? Che conseguenze potrebbe avere?

Il rischio che da sempre ha provocato la 4/2004 è l’immobilismo dei siti web pubblici, l’approvazione di questa proposta potrebbe peggiorare le cose anche se in sostanza è una richiesta corretta.

La richiesta è corretta perchè lo scopo della legge è quello di garantire realmente a tutti il diritto all’informazione. Di fatto la legge offre solo una garanzia formale perchè agisce sui contratti. Se la legge agisse sulla sostanza come chiedono Campa, Palmieri e Scano e cioè anche sui siti realizzati senza contratto (ad esempio per opera degli stessi tecnici della PA) sarebbe più efficace, ma molto difficile da rispettare.
Ogni ricorso in giudizio implicherebbe maggiori costi: ora si valuta un dato, una clausola in un contratto, dopo invece si dovrà valutare il rispetto dei 22 requisiti su ogni singola pagina di un sito (o quasi). Visto che i 22 requisiti non sempre sono oggettivi in assoluto, si sposterebbe in tribunale, lo scontro che ora avviene tra esperti di accessibilità sull’interpretazione dei requisiti.
Il possibile futuro che si presenterebbe con l’approvazione della Campa-Palmieri 2 è incerto e rischioso. Già oggi c’è ci chi pensa due volte se dare un’informazione per evitare il rischio di darle in forma non accessibile, domani, con nuove regole, sarebbe peggio perchè chiunque potrebbe venire attaccato anche per un piccolo errore.
La differenza tra noi e gli Stati Uniti è anche nelle regole, le nostre sono molto tecniche e prescrittive, le loro molto più pratiche e pragmatiche.
Rispettare i nostri requisiti è uno sforzo maggiore del loro, e mantenere nel tempo i siti a norma è un compito ancora più arduo, vicino all’impossibile. Solo alcuni nuovi Sistemi di Gestione dei Contenuti hanno la capacità di aiutare a mantenere il rispetto dei requisiti. Ma nessuno di essi può garantire al 100% il loro rispetto perchè in ogni caso la responsabilità finale è sempre di ciascun redattore Web.
Basterebbe che un redattore commettesse un piccolo errore come l’inserire un testo alternativo corretto in una immagine della home page per rendere un sito fuorilegge.
Non è questa l’accessibilità.
Accessibilità significa dare a tutti acceso a informazioni e servizi online, i requisiti sono il modo più efficace di dare accesso. Ma non è detto che siano l’unico modo ed il migliore.
Ad esempio un sito potrebbe essere tecnicamente perfetto, ma scritto in modo incomprensibile. D’altra parte un sito potrebbe avere delle imperfezioni tecniche ma far arrivare perfettamente il suo messaggio a tutti: questo è il vero obiettivo.
Non crediamo che creare leggi più restrittive porti alla soluzione del problema, siamo invece convinti che la strada giusta sia quella che indica da anni la “Commissione interministeriale permanente per l’impiego delle ICT a favore delle categorie deboli o svantaggiate”. Cultura, informazione, formazione sia del personale tecnico che dei redattori e soprattutto dei responsabili dei siti Web pubblici. Ascolto di tutte le parti sociali e di tutti i destinatare dei servizi Web. Diffusione e scambio di buone pratiche.
Questa è la strada più lunga ma la più efficace e praticabile, perchè dopo la legge 4/2004 molto è cambiato. Da una nostra rapida verifica sulle sole home page di regioni, provincie e comuni con più di 10000 abitanti, i siti sulla strada dell’accessibilità sono più che raddoppiati.
Nel 2005 circa 70 home page usavano codice XHTML, oggi sono quasi 200. Su quasi 1000 siti nel 2005 solo 60 avevano codice corretto, oggi sono il doppio. Questo significa che grazie alla linea scelta dal CNIPA qualcosa sta davvero cambiando.
Ricordiamoci che è solo da un mese circa che il rispetto dei requisiti è una clausola obbligatoria per tutti i contratti.

Tags: ,

Intervista ai partecipanti ad EIAO (European Internet Accessibility Observatory)

Sabato, Marzo 25th, 2006 | accessibilità | Nessun commento

Nei giorni 23 e 24 marzo a Manchester si è svolto l’incontro dei partecipanti al progetto EIAO per fare il punto sulla situazione e per valutare il lavoro fatto in un anno e mezzo in vista della prima release dell’osservatorio prevista per la metà del 2006. Ecco l’intervista a Mikael Snaprud coordinatore del progetto.

All’incontro hanno partecipato tutti i rappresentanti delle università e delle aziende coinvolte  nel progetto e si sono analizzati i problemi incontrati ed i risultati raggiunti.
Durante l’incontro sono stati discussi i problemi ed i progressi fatti, definendo nel dettaglio la pianificazione che porterà entro un anno e mezzo ad avere un osservatorio completamente funzionante.
Patrizia Bertini, unico membro italiano, ha approfittato di questa occasione per raccogliere un po’ di idee, sensazioni e di previsioni, cercando di dare un quadro chiaro di quello che si sta facendo in EIAO e di cosa possiamo aspettarci. Ecco di seguito quello che accadrà e quello che è successo.

Il progetto EIAO, con l’incontro a Manchester, è arrivato a metà strada: durante il percorso ci sono stati dei cambiamenti sia nelle tempistiche che nel ruolo di alcuni partner: Queste variazioni e questi imprevisti come influenzano i risultati che ci si aspetta da EIAO?

Risponde il Prof. Mikael Snaprud, dell’Agder University College, Coordinatore del progetto.

Credo che la maggior parte dei consorzi nati per sviluppare un progetto di tre anni e composti da 10 partner debba fare degli aggiustamenti durante la fase esecutiva per adattare le dinamiche di natura scientifica in un progetto di ricerca come il nostro.
I cambi che sono stati apportati sono stati necessari per focalizzare l’attenzione del gruppo di ricerca sui veri problemi da risolvere: la creazione di UWEM  (Unified Web Evaluation Methodology) basate sulle WCAG/WAI in collaborazione con il WAB (Web Accessibility Benckmark) Cluster  e contemporaneamente lo svilupo del primo prototipo dell’Osservatorio.
Le interdipendenze e l’allineamento di questi due fattori è stata la causa principale di alcuni ritardi: sia la prima release di UWEM e dell’Osservatorio hanno subito 6 mesi di ritardo.
Lo sviluppo di UWEM comprende molti partner dei progetti coinvolti nel Cluster però ci permetterà di avere una solida base su cui sviluppare il nostro Osservatorio, anche se talvolta, il coinvolgimento di così tanti partner ha effettivamente causato qualche ritardo.

Come sta lavorando il Consorzio oggi?
Il team di ricerca e sviluppo è riuscito a creare ottime dinamiche e una forma di collaborazione lineare dove ogni questione viene risolta in modo rapido ed efficace.Sia per gli aggiustamenti di budget o per altri cambiamenti il gruppo EIAO si sta dimostrando particolarmente collaborativo e disponibile.
Gli Obiettivi del WAB Cluster sono molto ambiziosi: a che punto è UWEM e cosa possiamo aspettarci nel prossimo futuro?
Infatti: UWEM è stato pensato sia per dare una risposta a coloro che fanno test manuali di accessibilità, sia come base per l’implementazione e la certificazione dei siti web. Lo sviluppo di UWEM in effetti è un compito non semplice.
Ma se il Cluster riuscirà a sviluppare UWEM come previsto, essendo una metodologia di valutazione basata sulle WCAG/W3C, potrà diventare uno strumento molto importante per il settore publico europeo.
La nuova versione di UWEM a cui stiamo lavorando avrà un’impostazione molto più pratica per i valutatori rispetto alla precedente UWEM 0.5 con un focus più rigoroso sulle specifiche tecniche per lo sviluppo di strumenti di valutazione automatica.

Il progetto ha preso in considerazione gli utenti: sia le persone disabili che i cosiddetti stakeholders. Come sono stati usati i dati raccolti durante le differenti interviste e questionari per lo sviluppo del progetto?

Risponde Janny Craven della Manchester Metropolitan University, responsabile per le analisi dei bisogno degli utenti.

Il progetto EIAO ha preso in grandissima considerazione gli utenti, sia le persone disabili che gli stakeholders , per assicurare uno sviluppo tecnico costantemente aggiornato e calibrato sulle risposte e le esigenze manifestate dagli utenti.

Questo tipo di approccio includerà la valutazione dei bisogni degli utenti finali, come i problemi di accessibilità riscontrati e indicazioni sulle esigenze manifestate. Includerà anche i risultati e le indicazioni sottolineati dagli stakeholder, i quali hanno chiarito le proprie aspettative indicandoci  quali contenuti e quali informazioni mancano per permettere loro di prendere decisioni in modo più consapevole e con più informazioni.

I checkpoints, i punti di controllo selezionati per essere inseriti nell’Osservatorio, verranno verificati e validati sempre con il supporto degli utenti. Non solo: valutazioni da parte degli utenti verranno anche fatte per verificare l’accessibilità e l’usabilità dell’interfaccia dell’Osservatorio e per controllare l’utilità e la struttura delle informazioni fornite dall’Osservatorio.

Il coinvolgimento degli utenti per tutto il ciclo di sviluppo del progetto EIAO permette di utilizzare i risultati raccolti da ciascun gruppo di utenti per influenzare lo sviluppo tecnico anche per l’interfaccia e il design. Le indicazioni che ci forniscono gli utenti ci permettono di avere una chiara visione anche di quelle che sono le aspettative nei confronti dell’Osservatorio, e questo è molto importante per noi.
La prima fase ha riguardato la raccolta di informazioni su quello che gli utenti vogliono da un sito web accessibile: l’accesso da tastiera (Accesskey e navigazione via Tab) sono stati i problemi di accessibilità più citati, seguiti da testi alternativi mancanti, incongruenti e insufficienti.

Gli utenti hanno anche manifestato una certa insoddisfazione per l’organizzazione delle pagine che crea spesso incapacità di navigazione, come i titoli di pagine incomprensibili e inadeguati, l’uso di linguaggio confuso e troppo spesso arricchito di acronimi e abbreviazioni non spiegati. Questi risultati sono stati utilizzati dagli sviluppatori dell’osservatorio per la selezione dei punti di controllo da inserire nella prima versione dell’osservatorio.

La seconda fase invece ha riguardato questionari ed interviste con gli stakeholders per analizzarne le aspettative ed i bisogni e per sviluppare l’osservatorio in base alle reali esigenze emerse. Gli stakeholders, composti da sviluppatori web, designer e provider, hanno manifestato una buona consapevolezza dell’importanza dell’accessibilità e dei metodi disponibili per creare siti web migliori. I risultati hanno permesso di identificare le aree prioritarie per questo gruppo e le loro esigenze e sono stati la base per il lavoro degli sviluppatori dei contenuti e dell’interfaccia del Datawarehouse dell’osservatorio.
EIAO ha anche condotto test di valutazione di un numero di pagine selezionate coinvolgendo persone con differenti disabilità per verificare quanto i risultati analizzati con una valutazione automatica si discostino da quelli manifestati dagli utenti. Il coinvolgimento di persone che usano differenti tecnologie assistive e con differenti postazioni ci permette di avere una chiara visione di cosa significhi realmente accessibilità per gli utenti.
Le valutazioni condotte ad oggi sono state fatte su un campione di pagine selezionate in base ai punti di controllo inseriti nell’Osservatorio: agli intervistati veniva chiesto di compiere determinati percorsi e trovare specifiche informazioni per verificare le barriere incontrate durante la navigazione degli utenti. Lo scopo di queste valutazioni è di confrontare i risultati prodotti dall’osservatorio con quelli realmente incontrati dagli utenti, validando così il lavoro dell’osservatorio e migliorando la selezione dei punti di controllo da inserire nelle metriche di valutazione. Questo lavoro di comparazione dei risultati e analisi è in corso di svolgimento.
Le risposte e le valutazioni fatte dagli utenti permetteranno agli sviluppatori di giudicare le metriche e i punti di controllo dinseriti nell’Osservatorio.

Il risultato finale di EIAO sarà un Robot che monitorerà lo stato dell’accessibilità del web di tutta Europa. Dopo un anno e mezzo di ricerche e sviluppo, a che punto siamo?

Risponde Niels Ulltveit-Moe, ricercatore e sviluppatore presso L’Agder University College.

Siamo quasi al traguardo: l’osservatorio da un punto di vista funzionale è completo e in questo momento stiamo facendo verifiche di sistema. Stiamo lavorando per stabilizzare il codice a causa dell’aumento dei crawl. Inoltre, stiamo lavorando per verificare e migliorare la conformità degli strumenti di valutazione automatica a UWEM.

Quando saranno pubblici i primi risultati dell’osservatorio?

Per giugno 2006 dovremmo avere la prima release pubblica dell’osservatorio.

Quali sono stati i problemi maggiori che avete incontrato nello sviluppo di un robot del genere?

L’ostacolo principale ha riguardato lo sviluppo di UWEM, che costituisce oggi la nostra specifica di riferimento. Lo sviluppo di UWEM0.5 ha richiesto molto tempo prima di poter essere considerata un requisito di base stabile.
Abbiamo anche avuto interessati sfide con EARL e RDF e abbiamo dovuto risolvere alcuni problemi relativi al validatore Relaxed che costituisce la base per lo strumento di valutazione automatica dell’osservatorio. Questi problemi hanno richiesto più tempo del previsto e grandi sforzi: il processore Schematron sostuito in Relaxed ha presentato comunque delle limitaizioni. Inoltre, il nuovo schematron e XSLT non si comportano esattamente allo stesso modo, il che ha costituito un’importante sfida da superare. In questo momento, un problema ancora aperto riguarda la scalabilità e la velocità di inserimento del RDF.

Quali sono state le reazioni e i feedback ricevuti durante le presentazioni di EIAO? EIAO è stato accorto positivamente o ci sono state anche critiche?

Risponde Finn Askaksen Managing Director di Vista Utredning AS.

Prima di tutto devo puntualizzare che i feedback ricevuti fino ad oggi riguardano le presentazioni fatte del futuro osservatorio. Sarà certamente più facile per gli stakeholders darci feedback quando vedranno tra qualche mese i risultati della prima versione dell’osservatorio. La mia impressione, comunque, è che cia una forte attesa da parte degli stakeholders di vedere questi risultati e di utilizzarli nel proprio lavoro per migliorare l’accessibiità del web.

Un esempio concreto di quanto sto dicendo è contenuto nel report  eAccessibility of public sector services in the European Union redatto dal Ufficio del Gabinetto Britannico. Nella Raccomandation 2 in fatti si legge:” Sviluppare meccanismi di valutazione per colmare il divario informativo tra i policy makers e gli attuali risultati raggiunti in Europa”. Il report continua affermando che “ EIAO potrà fornire un meccanismo per stimolare questa collaborazione”.

Non abbiamo ricevuto reazioni negative ancora, anche se c’è un certo scetticismo dovuto alla misurazione automatica dell’accessibilità dato che è oggettivamente impossibile verificare tutti i punti di controllo in modo automatico. Credo comunque che i punti di controllo che possiamo valutare siano indicatori importanti per  l’accessibilità generale di un sito e costituiscano una buona base sia per risultati su larga scala sia per future rilevazioni dei siti che necessitano di migliorare.

Tags:

MIT accessibile “con classe”

Mercoledì, Gennaio 11th, 2006 | accessibilità | Nessun commento

I primi di gennaio, il sito del Ministro dell’Innovazione e le Tecnologie è stato reso quasi completamente a norma 4/2004. Un ottimo risultato, messo on-line senza clamore e senza grandi annunci. Un buon esempio di stile.

Il primo di gennaio è entrato in vigore il Codice dell’Amministrazione Digitale che insieme alla legge 4/2004, indicano come debbano essere realizzati i siti Web. I primi di gennaio il Ministro, ha dato un primo ottimo esempio: il suo sito Web si è rinnovato sia nell’organizzazione dei contenuti, che nell’aspetto ed ora è finalmente molto accessibile.

Questa operazione non è strettamente legata alla legge 4/2004 e all’accessibilità dei siti Web, ma è dovuta al Codice della PA digitale che tra i suoi articoli infatti dichiara: “Le pubbliche amministrazioni centrali realizzano siti istituzionali su reti telematiche che rispettano i principi di accessibilità, nonché di elevata usabilità e reperibilità, anche da parte delle persone disabili, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità.” (Art. 53).

Il sito ora è più semplice da utilizzare, più leggibile, meglio organizzato rispetto al 2005. Molto apprezzabile è stata la scelta di ridurre i contenuti in home page, che finalmente non è più recepita come un impoverimento dell’immagine, ma come il giusto miglioramento della navigazione e dell’esperienza dell’utente.
Il sito non è ancora completamente conforme rispetto alla legge 4/2004, e non è presente nessuna dichiarazione di “accessibilità”. Nella guida al sito si trovano indicazioni utili alla consultazione ed alla realizzazione del sito, compresa la segnalazione dei pochi contenuti ancora “inaccessibili”.

Poiché sempre nel codice della PA digitale anche i siti delle amministrazioni locali debbano cercare di raggiungere il livello qualitativo di quelli delle PA centrali, ecco un nuovo esempio da seguire, anche per lo “stile” con cui è stato messo a norma: essere a norma è un dovere, non un pregio.

Adesso il portale dell’Arma è praticamente “a norma”. A dimostrazione dello sforzo, è stata pubblicata nella pagina di accessibilità del sito la tabella riassuntiva sulla verifica dei requisiti ed una lunga serie degli accorgimenti tecnici usati. L’impegno è stato notevole, a cominciare dal mettere a norma il codice nel rispetto del primo dei 22 requisiti. Il valore dell’intervento – che può essere ulteriormente migliorato - è quello fare da apripista tra i portali istituzionali e di certo questa esperienza sarà utile a tutti coloro che devono o vogliono rendersi accessibili. Data la grande quantità di contenuti è evidente che qualche lacuna ancora ci sia, come del resto è dichiarato nella stessa pagine dell’accessibilità del sito.

Molte sono le soluzioni adottate per andare incontro alle persona con disabilità che navigano il sito. Visto che ancora esistono sezioni da rendere conformi potrebbe essere utile dare ascolto ai propri utenti per scoprire quali siano le loro priorità, quali i servizi più richiesti, quali le funzioni realmente utili, quali ancora i difetti di usabilità.

Quello che abbiamo analizzato è uno dei primi interventi strutturali in direzione dell’accessibilità, e già questo merita apprezzamento. Non a caso molti dei forum on line dedicati al tema dell’accessibilità, hanno rilevato alcuni possibili, ulteriori miglioramenti: dalla riduzione del numero di collegamenti sulla home page a una maggiore evidenza dei link, da una maggiore dimensione dei font alla possibilità di navigare efficacemente il sito anche con browser diversi da Internet Explorer.

Tags:

Categorie